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San Gregorio D’Ippona :
Il Suo Territorio, Il Suo Nome

Comune della provincia di Vibo Valentia, composto dal capoluogo, Mezzocasale, Zammarò e Regina Elena.
Il territorio Kq 12.37 confina con quelli dei Comuni di Francica,
Ionadi,  S. Costantino Calabro,  Vibo Valentia, pendici orientali del Poro.

E' a 402 metri sul livello del mare su un terrazzo compreso tra le valle del fiume Mesima e le Pendici
del Poro.
Alla fine del settecento contava 517 abitanti, 1542 nel 1815;1837 nel 1825; 2115 nel 1849; 1929 nel 1861;
1588 nel 1871; 1467 nel 1881, 1676 nel 1901; 2156 nel 1931; 2211 nel 1936, 2586 nel 1951 e 2531 nel 1991 (ultimo censimento).
I risultati nelle competizioni elettorali del 2 giugno 1946 furono i seguenti: Referendum: monarchia 1001 voti - Repubblica
126 - Schede nulle 94.
Assemblea Costituente: Eletoori 1313 - Votanti 1221: Pci, 16 - Psiup, 46 - Pc imt, 2 - P. d'Az, 3 P. Lab. It,2 - Pri, 40 - Dc,713 - Udn, 35 - Uq, 153 - Bnl, 25 - Mui, 1 - Crp, 29 - chede nulle 156.
Emilio Barilaro ha definito S. Gregorio " colonia antica albanese, la cui denominazione si rifà all' antica Hipponion, perchè casale di Monteleone" ed, ancora, P. G. Fiore ha considerato S. Gregorio "colonia etnica Albanese".
La denominazione di San Gregorio, probabilmente, derivò dalla presenza, prima del mille, di un convento benedettino in località Abbadia ( Fontana
Vecchia ) e S. Gregorio Magno era Stato un " Grande " monaco Benedettino è possibile che si sia voluto onorarlo dando il suo nome al paese.
Il prof. Cesare Mulè in una sua missiva afferma anche che la << denominazione di S. Gregorio deve essere ricondotta alla speciale cura che detto ( Papa )ebbe per le " massae " ( masserie ) del Bruzio ( Calabria ) e della Sicilia >>.
Veo è che il pontefice era molto noto in Calabria perchè ne seguiva le vicende umane e politiche e, in momenti di particolare bisogno, per aiutare la popolazione ne riduceva le tasse ecclesiastiche.
Nel suo epistolario furono anche descritte diverse incursioni dei Longobardi in Calabria e in una lettera del 597 inviata dal Papa a Teotista, facoltosa nobildonna, il Pontefice rese noto di aver utilizzato metà della somma ricevuta da essa per riscattare dalla schiavitù dei Longobardi abitanti della città di Crotone rasa al suolo nel 596.

 

 

 

 

Ricerca personalizzata

 

Prima Testimonianza storica del Paese

 

I primi reperti storici locali risalgono al quarto o terzo secolo prima cristo; già a quel tempo esisteva un abitato, di cui ignora la denominazione, situato nel luogo che diverrà S. Gregorio.
Il sig. Thomas Crmelo di Mezzocasale, assistente tecnico di scavo della Sovraintendenza ai Beni Culturali, Fornisce la seguente relazione:
<< negli anni '70, un contadino ha segnalato che scavando una buca, all'inizio della strada comunale Feudo, aveva recuperato in frammenti un embrice ( Tegolone ) usato per le sepolture; nella stessa strada dal lata opposto nel 1980 per l'allargamento della stessa la pala meccanica ha evidenziato, tagliandone gran parte, una serie di tombe formate dai cosiddetti embrici.
I lavori di recupero, la documentazione fotografica e i disegni, sono stati effettuati dal personale del museo Archeologico di Vibo Valentia con la collaborazione di un' archeologa esterna.
Infine nel 1994 un ulteriore lavoro di sistemazione della strada ha evidenziato un altro gruppo di tombe dello stesso tipo.
Quell' ultimo ritrovamento ha dato degli elementi per una datazione della necropoli perchè e stato recuperato un vasetto con coperchio risalente al IV - III secolo a.C. Il recupero e la documentazione, anche in quella occasione, furono a cura del museo di Vibo Valentia>>.
La storia di S. Gregorio, sicuramente, fu legata a quella di Hipponion Splendida città della Magna Grecia. Hipponion fu fondata dagli abitanti di Locri, passò poi sotto al dominio di Siracusa con Dionigi il vecchio, di Alessandro D'Epiro, di Agotocle ed ancora dei Bretti o Bruzii.
I Bruzii, antiche popolazioni discendenti di tribù lucane, si insediarono sull' altopiano Silano, nella vallata del Cratì ed oltre facendo fiorire un' articolata civiltà, contrastando o convivendo con l' elemento greco mantenendone il dominio fino alla conquista della Calabria da parte dei Romani verso la fine s
della seconda guerra punica.
La presenza delle mura greche presso la città Hipponion non significa che la popolazione dimorasse dentro le mura. Le città murate erano luogo di rifugio durante le invasione. La maggior parte della popolazione viveva nei campi intorno, in gruppi familiari ed occupava abitazione isolate, ecco perchè molto spesso in aperta campagna si scoprono tombe, vasi e monete.
Anche i contadini di S, Gregorio durante i lavori nei campi hanno rinvenuto molti reperti del periodo greco ma li hanno ceduti, per pochi soldi o anche gratis, a collezionisti privati che ne sapevano valutare l' importanza storica. Casualmente fu rinvenuta anche una statuetta raffigurante una divinità greca che suscitò molto interesse in paese ma anche questo reperto sembra svanito nel nulla.